Quasi una settimana dopo la battaglia campale è sicuramente possibile pervenire a giudizi definitivi. Il dato di partenza a cui ogni riflessione post-elettorale è costretta ad ancorarsi è che una larghissima parte degli elettori ha preferito tenersi fuori. Il messaggio che quasi il 40% degli elettori ha inteso mandare con estrema chiarezza è di non ritenere minimamente importante, nè di proprio interesse, che dalle urne fosse uscito un vincitore piuttosto che un altro. Probabilmente in questo loro clamoroso disinteresse ha influito proprio il fatto che tutto era stato rappresentato come una battaglia campale tra Berlusconi e i suoi integerrimi nemici. Magari se si fosse data maggiore e convincente rappresentazione di un'elezione in cui si sarebbe dovuto scegliere tra progetti e uomini diversi, atti a governare la propria Regione, gli astenuti sarebbero stati sicuramente di meno. E sarebbe stato anche sintomo di un avvicinamento della classe politica tutta al mondo "reale", con contemporaneo allontanamento da una becera realtà virtuale. Ad ogni modo quelli che hanno votato hanno confermato che oggi l'Italia è un Paese che si esprime maggiormente come berlusconiano piuttosto che come anti-berlusconiano. Rispetto alle ultime elezioni il "berlusconismo" ha avuto sì una leggera battuta d'arresto, ma l'anti-berlusconismo non ha avuto un pari, quindi anch'esso leggero, avanzamento. L'avanzamento ce l'ha avuto eccome la Lega e quest'avanzamento comincia a sembrare progressivo e inarrestabile, visto anche il risultato delle Elezioni precedenti. Su questi giudizi definitivi c'è un acccordo molto largo e diffuso. Molto meno larghe e diffuse risultano altre rifllessioni, sebbene il dato elettorale le solleciti con forza. Queste riflessioni, visto che le hanno fatte in pochi, le facciamo su questo blog, separandole ed enucleandole una ad una:
1) Oltre all'Elezioni Regionali si sono tenuti le Amministrative in varie parti d'Italia. In questo punto 1 analizziamo il risultato delle Provinciali dell'Aquila. La vittoria del candidato di centrodestra ha fatto partire immediata e galoppante la ri-santificazione di Bertolaso. Secondo questo schema di pensiero, il voto avrebbe sancito lo sbugiardamento e la relativa ignominia per chi ha posto dei rilievi critici riguardo la gestione post-terremoto e soprattutto per gli aguzzini di Bertolaso che hanno osato biasimare lo scandaloso sottobosco che è emerso dalle intercettazioni che hanno spedito in galera un buon numero di persone che hanno lavorato con la Protezione Civile di Bertolaso e che la Protezione Civile di Bertolaso ha fatto lavorare. Ebbene questo schema di pensiero è assolutamente privo di fondamento. Prima perchè le intercettazioni e i relativi scandali ed ipotesi di reato riguardavano in larga parte ciò che è successo alla Maddalena in Sardegna. Quindi far dipendere l'eventuale gloriosa riabilitazione di Bertolaso rispetto agli scandali della Maddalena, dal risultato elettorale della provincia dell'Aquila, mi pare illogico. Riguardo poi alle critiche, alle rimostranze e alle manifestazioni dei cittadini aquilani circa la gestione del post terremoto, va segnalato che nella città dell'Aquila la Pezzopane ha ottenuto una maggioranza piuttosto larga. E siccome chi ha protestato per l'idea della New Town, chi avrebbe voluto una diversa riqualificazione del centro storico, chi lamenta il cumulo di macerie che ancora mortifica l'Aquila vive, abita e vota ad Aquila "città" la logica conseguenza è che Del Corvo è il nuovo Presidente dell'Aquila, ma le elezioni non hanno sancito per nulla lo sbugiardamento e l'ignominia di chi ha criticato e continua a criticare la gestione del post-terremoto.
2) Sempre in tema di Elezioni Amministrative, si è votato anche per il Comune di Venezia e per quello di Lecco. A Venezia si presentava come candidato sindaco uno degli uomini di punta del Governo Berlusconi. Il ministro Brunetta si autoproclama il ministro più amato e che gode di maggior consenso. Larga parte dei commentatori glielo riconoscono. Ebbene il ministro Brunetta a Venezia si è buscato una sonora sconfitta. Sdegnato, ha attribuito alla Lega la colpa dell'insuccesso. Eppure a Lecco correva per la carica di sindaco il vice-ministro Castelli. Il quale. oltre ad essere vice-ministro, è anche un uomo di punto della Lega. Fatto sta che è tornato a Roma con le pive nel sacco anche il vice-ministro Castelli. Questa doppia batosta fa abbastanza traballare l'idea che queste elezioni abbiano sancito il trionfo del governo nazionale e delle sue politiche. Hanno sancito che l'Italia è più berlusconiana che anti-berlusconiana, magari, ma che gli elettori apprezzino e acclamino convintamente l'operato del Governo non risulta agli atti.
3) Veneto, Lombardia e Piemonte sono tre regioni densamente popolate e tra le più ricche in Italia. Vincere in queste regioni significa di certo qualcosa in più che vincere in Basilicata e nelle Marche. Tuttavia anche Toscana ed Emilia Romagna sono regioni che non si distanziano molto dalle caratteristiche di Piemonte, Lombardia e Veneto. Vincere in queste due regioni ha valore non molto diverso. Dire che sono regioni rosse vale poco. Altrimenti si potrebbe dire che la Lombardia è una regione azzurra e il Veneto è una regione verde. Sono attribuzioni cromatiche che lasciano il tempo che trovano.
4) L'eccezionale affermazione di Vendola in Puglia e la contemporanea sconitta, seppur risicatissima, della Bresso in Piemonte dimostra che il centro-sinistra non ha bisogno dell'Udc. Questo schieramento e quel partito rappresentano idealità ed elettorati profondamente diversi. Provare a metterli insieme, in una sorta di operazione politica geneticamente modificata, non mi pare una buona idea.
5) Il risultato dei grillini, oltre a rappresentare la vera novità di queste Elezioni, dimostra a mio avviso dove a finire elettoralmente il consenso e il credito popolare di cui godono Santoro e Travaglio. Un pò meno ne vanno a finire nell'Italia dei Valori.